Page 26 - Shiatsu News 41 - settembre ottobre 2013

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n. 41 - Settembre 2013
NEWS
POESIA
24
Q
Leggenda sull’origine
del libro TAO TE KING
Dettato da Lao Tse sulla via dell’emigrazione
1
uando fu, e già logoro, ai settanta,
anche il Maestro ebbe voglia di
quiete.
Ché nel paese ancora una volta era
debole il bene
e ancora una volta più forte cresceva
la malvagità.
E lui cinse i calzari.
2
E prese su quanto aveva di bisogno.
Poco. Però, una cosa e l’altra, e c’era
la pipa che sempre fumava, la sera,
e il libro che sempre leggeva.
E, a occhio, pan bianco.
3
Godè la valle ancora e la dimenticò
quando ai monti volse la via.
E il suo bue godeva l’erba fresca,
ruminando, con il vecchio in groppa,
ad un passo che per lui bastava.
4
Ma nel quarto giorno fra i dirupi
gli sbarrò la strada un gabelliere:
“Hai qualcosa di prezioso?”,
“Nulla”.
E il ragazzo che guidava il bue disse:
”Insegnava”.
Tutto dichiarato, dunque.
5
Ma quell’uomo, in un suo lieto
animo,
chiese ancora: ”E cosa ne ha cavato?”
E il ragazzo: ”Che cede all’acqua
docile,
a lungo andare, la pietra tenace.
Quel che è duro la perde, capisci?”
6
Per andare finché c’era, di quel
giorno, ancora luce
pungolava il ragazzo ora il bue.
E già dietro un pino nero
scomparivano quei tre
quando improvvisamente si riscosse
l’uomo e gridò: ”Ferma, ehi!
7
Che storia è, questa dell’acqua,
vecchio?”
“Ti interessa?” Il vecchio si fermò.
“Io sono solo un gabelliere”, disse,
“ma chi alla fine vinca, interessa
anche a me.
Dillo tu, se lo sai!
8
Tu scrivimelo! Dettalo al ragazzo!
Non si può portar via certe cose
con sé.
Ce n’è, da noi, di carta e inchiostro.
E anche da cena. Quella è casa mia.
È una proposta, no?”
9
Con lo sguardo allora il vecchio scese
su quell’uomo. Giubba a toppe.
Scalzo.
E la fronte tutta fitte rughe.
Oh, non gli parlava un vittorioso.
E mormorò: ”Anche tu?”
10
Per dir di no a una cortese preghiera
era il vecchio, o pareva, troppo
vecchio.
E così disse forte: ”Chi domanda
si merita risposta”. Poi il ragazzo:
”E vien freddo”.
“Bene, una breve sosta”.
11
Dal suo bue scese il Saggio
e scrissero per sette giorni in due.
Li nutriva, il gabelliere, e soltanto
sottovoce
in quei giorni bestemmiava con i
suoi contrabbandieri.
E il lavoro si compì.
12
E una mattina il ragazzo porse
al gabelliere ottantun sentenze.
E per qualche provvista
ringraziando
pei dirupi dietro il pino presero.
Più di così chi può esser cortese?
13
Ma non solo al Saggio si dia lode
che sul libro col suo nome splende!
Ché strappargliela si deve, prima, al
Saggio la saggezza.
Anche sia grazie dunque al gabelliere
che la seppe volere.
Bertolt Brecht
, 1937
trad. di Franco Fortini
in “Poesie e canzoni”- Einaudi 1964