Page 19 - Shiatsu News 41 - settembre ottobre 2013

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n. 41 - Settembre 2013
NEWS
SHIATSU E...
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Dio/Kami è universale. Solo quando l’essere uma-
no sarà unito al Kami, il potere infinito apparirà.
Per riuscire in questa via di ricongiungimento tra
uomini e Dei/Kami è importante trovare il giusto
modo di muovere il corpo e di respirare. Tutti gli
esseri umani sono fratelli e sorelle che si muovono
e vivono sotto questa stessa volontà di vivere, e ciò
significa che le nostre vite si svolgono sotto le stesse
regole. Michi (la Via per Dio/il Kami) è ugualmente
valida per tutti gli uomini e le donne. Abbiamo co-
minciato ad imparareMichi (Do-Via) il giorno stesso
in cui siamo nati in questo mondo. Non è dunque
la prima volta che camminiamo su questa strada/
Michi (Do-Via). Abbiamo già camminato su di essa
nelle nostre vite passate, ancora e ancora attraverso
la reincarnazione.
Noi chiamiamo la pratica del Waraku come Kei-
ko wo suru/fare Keiko. E Keiko significa ricorda-
re il passato. Keiko è tornare nel passato remoto
dell’umanità quando gli uomini vivevano con gli
Dei/i Kami. Quando hai fatto Keiko, sei tornato in
quel tempo. Keiko ti ricorda chi sei, per quale scopo
sei nato in questo mondo.
Io sono nato in Giappone e vivo questa vita.
Tuttavia, nella vita passata forse ero nato in Italia, o
in Svizzera, o in Inghilterra
Il mio spirito è stato in giro per il mondo e fatto
molte esperienze prima di venire qui. Poiché ab-
biamo condiviso il nostro destino karmico in una
vita precedente, è il nostro fato che ci fa incrociare
nel percorso. Solo rispettandoci l’un l’altro, la porta
d’accesso al nostro sentiero rimarrà aperta.
Per tutti i lettori di Shiatsu News c’è un parti-
colare suggerimento o consiglio che si sente
di dare?
C’è un detto che è il principio fondamentale del Wa-
raku: “
Non danneggiare te stesso o gli altri, fai del
bene a te stesso ed agli altri
”. È questa l’idea fonda-
mentale di entrambi, Shiatsu e Waraku, cioè spera-
re, lavorare, agire per la felicità degli altri. Dobbia-
mo vivere la nostra vita con la speranza di pace e la
felicità per tutte le persone del mondo. Il fatto stesso
di sperare fortemente in questo, ci porterà pace e
felicità. È anche una grande gioia per tutti noi che
tutte le persone abbiano una vita sana e felice. Shiat-
su e Waraku hanno lo stesso scopo, condividono la
stessa visione che è quella di essere arti della guari-
gione. Nel processo di sviluppo delle competenze
in queste arti, saremo con naturalezza risvegliati
fino a riconoscere la fonte del potere e incontrare
finalmente il Kami. E quando finalmente incontria-
mo il Kami, tutti noi condividiamo la stessa idea e
la stessa azione allo stesso tempo. È il momento in
cui inizia la risonanza e di conseguenza accediamo
alla stessa “rete”. Noi esseri umani viviamo in una
profonda connessione sotto la stessa volontà. Se riu-
sciremo pazientemente a coltivare questa attitudine
di ricerca verso il potere del centro, raggiungeremo
lo stesso punto e questo fatto ci permetterà di essere
uniti con grande forza.
Cosa immaginate di vedere, cosa pensate di prova-
re, alla fine di questo viaggio?
Quale mondo troveremo alla fine di questa strada?
Io penso di trovare il mondo della purezza, una pu-
rezza tale da dissolvere ogni nostra parola.
Che ne dite, camminiamo insieme verso questo
mondo?
In quel luogo potremo essere chiamati Kami.
Auspico di cuore la Vostra salute e felicità e che
l’amore e la pace possano essere sempre con Voi.
GLOSSARIO
Waraku
Il Waraku si scrive:
-Wa che sta per Heiwa (pace)
- Ra che sta Yoku (bene)
- Ku per Hisashiku (durevole)
“In poche parole, praticare desiderando la pace nel mondo.
Esiste una cosa che si chiama Kototama. La legge del Ko-
totama si tramanda in Giappone sin dai tempi più antichi.
Non è una stregoneria o un’idea filosofica ma si manifesta
in forma concreta ed è la sorgente di energia che influenza
tutte le cose. Il Waraku ha la finalità di realizzare una pace
durevole tramite la legge del Kototama.”
(Maeda Sensei)
Nelle domande dell’intervista è scritto Kotodama,
mentre nelle risposte è scritto Kototama. Sono termi-
ni equivalenti ma nella pronuncia si tende ad usare
Kotodama.
Kami
La lingua giapponese non possiede arti-
coli e spesso lascia indeterminato il singolare ed il
plurale. Inoltre la traduzione della parola Kami con
Dio o Dei o Divinità è controversa ed alcuni studiosi
propongono di non tradurla. In questa traduzione ci
siamo attenuti a questa linea. (
Shinto. The Kami Way,
S. Ono, pag. 6).
L’uso dell’articolo al singolare deriva dal fatto che
nella Oomoto (Grande Origine) Scuola Shinto alla
Kishi Sensei a Naigu
con un sacerdote Shinto.